Trota Sarda (Salmo cetii)
Scritto da Administrator
Sabato 21 Novembre 2015 21:25
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È l’unico salmonide autoctono della Sardegna che in passato occupava tutti i fiumi e ruscelli dell’isola.
La distribuzione attuale è fortemente ridotta e il suo areale è limitato a piccoli distretti montani. La causa principale della sua rarefazione è l’ibridazione con la trota fario.
La taglia è piccola, il corpo tozzo, la pinna dorsale alta e punteggiata di nero, la caudale è ben incisa e i lobi sono affilati, l’adiposa è ridotta. La livrea è variabile e mimetica, sul dorso la tonalità è sul verde grigio brunastro e diviene più chiara sui fianchi, di un bruno dorato che sfuma nel ventre bianco.
Lungo i fianchi, punteggiati da un numero ridotto di piccole macchie nere e rosse, è presente anche negli adulti la serie di 8‐9 macchie “parr” tipiche dei giovani salmonidi. Caratteristica è anche la presenza sul preopercolo di una nettissima macchia  circolare nera di diametro poco inferiore all’occhio. È una specie rustica e fortemente euriecia, si adatta e sopravvive a condizioni proibitive per gli altri salmonidi. È diffidente e scaltra situa i suoi rifugi in buche profonde e nell’intrico radicale della vegetazione riparia.
Il periodo di riproduzione è compreso tra novembre e febbraio; i luoghi di frega, situati nei distretti più alti del corso d’acqua, sono caratterizzati da fondo ghiaioso e acque moderatamente correnti, qui la femmina depone le uova subito fecondate dal maschio, nascondendole sotto la ghiaia con vigorosi colpi di coda. È un predatore perlopiù entomofago.
L’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente della R.A.S. ha disposto, fin dal 1995, il divieto assoluto di pesca e detenzione della Trota Sarda su tutto il territorio regionale.

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Ultimo aggiornamento Domenica 22 Novembre 2015 14:57